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martedì 2 luglio 2013

JAZZ E LIRICA CON "VERDI IN JAZZ"

JAZZ E LIRICA A BELLAGIO 2013

Venerdì scorso 28 giugno ho avuto la fortuna di esibirmi in piano solo nell'ambito del "Festival di Bellagio e del Lago di Como", rassegna annuale per la direzione artistica di Rossella Spinosa, cara amica e straordinaria pianista classica.

Fantastico il suo impegno ogni anno per portare a casa il risultato, cosa che di questi tempi è sempre più dura.

E anche stavolta è riuscita a fare una cosa egregia, con tanti appuntamenti tutti interessantissimi. Il mio concerto era dedicato a jazz e lirica con la mia dedica  "Verdi in jazz" nell'anno del bicentenario della nascita. La ringrazio inoltre in modo particolare per aver "bissato" la mia convocazione, dopo il fortunato concerto "Chopin in jazz" del 2010.

Come sempre in piano solo e con la novità dell'anno: il mio pianoforte "filtrato" attraverso una serie di effetti elettronici, oltre a un glockenspiel, il piano "preparato" e piccole percussioni.

Mi dicono che è una sonorità nuova, interessante.....

Nel mio caso classica, jazz ed elettronica si fondono benissimo. Sulla classica e lirica fuse con il jazz sono oramai "esperto" avendo riarrangiato - e già su cd- Puccini, Mozart, Vivaldi, Chopin e Wagner, con concerti in tutto il mondo. L'elettronica mi aiuta a trovare una intimità col piano fin da subito, delay ed eco, distorsioni e suoni pastosi che mi "avvolgono" come in un caloroso abbraccio che...mi scalda!

E'venuta molta gente e devo dire che è stato un grande successo, pian piano il pubblico si è scaldato ed ha cominciato sempre più a "capire" ed entrare dentro ai miei arrangiamenti ed improvvisazioni jazz su temi lirici famosissimi.

Da un americano (che, da come parlava,  sembrava molto competente) il complimento più bello:
".....mi hai fatto piangere, un mix di O.Peterson e Jarrett e....qualcosa in più!....."

domenica 7 marzo 2010

I grandi pianisti italiani: Riccardo Arrighini

Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica col Jazz

L'artista ed il bambino magico creano un nuovo linguaggio che ha la forza seduttiva di tre secoli di musica.

di Riccardo Barbi




Quando ho sentito parlare del progetto di Riccardo Arrighini, di portare nei suoi teatri ed allo stesso concerto il pubblico di Puccini, Vivaldi, Chopin ed adesso Verdi, insieme agli amanti del Jazz di Charlie Parker, Oscar Peterson, Bud Powel, Coltrane ecc, sinceramente oltre alla curiosità morbosa, non stavo più nella pelle dal desiderio di vedere al più presto cosa era successo veramente nella musica. In realtà avevo sempre desiderato prendere una melodia armonizzata da Mozart e disporre le note e gli accenti in posizione diversa dal tema originario, alternarne gli accordi, sostituire le armonizzazioni lunghe e tenute con accordi più trasgressivi pronunciati con una percussività ritmica diversa e meno imprevedibile, dizionare le frasi per terzine e quartine con le ghost-notes (note fantasma o sottintese del jazz). Poi però non mi spingevo mai oltre il limite del tentativo isolato, perchè non vedevo grandi nomi che rifondavano in modo permanente una vera nuova scuola di linguaggi musicali, fondendo tutte le migliori esperienze storiche. Ho iniziato ad ascoltare su You-tube qualche video dei suoi concerti per piano solo dedicati a Vivaldi e Puccini. Un sogno si è realizzato: ho sentito le pronunce classiche e quelle del '900 fondersi come le molecole di due metalli che danno luogo ad una lega speciale con nuove e più preziose proprietà. Una nuova anima dell'azione musicale. Ho sentito con gioia e consapevolezza che Riccardo, possedeva questa nuova forza compositiva, un nuovo linguaggio farcito con tante esperienze diverse, dove restava ben nitido il suo senso di appartenenza alle radici classiche nonchè alle forme, dialetti, ed etnie del Jazz. Sono emozionato anche in questo momento, per cui mi prendo una pausa e vi aspetto con piacere al prossimo post.

Riccardo Barbi

lunedì 18 gennaio 2010

Riccardo Arrighini: per entrare tra i grandi pianisti italiani ci vuole pazienza.......

Per entrare tra i grandi pianisti italiani ci vuole pazienza.......


Ho sempre pensato che lo scoop non sia l'arma migliore di un artista.
Lo dimostrano le centinaia di casi di artisti che dopo qualche tempo dal boom del successo non hanno retto e si sono fregati con le loro mani......

E sapete perchè? Perchè come diceva il buon vecchio Aristotele "......L'eccellenza non è un atto isolato ma un atto ripetuto nel tempo!..........."

In pratica per essere annoverato tra i grandi pianisti italiani non basta uno scoop o un passaggio televisivo (anche se, diciamolo, coi tempi che corrono non fa male...) ma occorre essere consapevoli che bisogna essere presenti e resistere sul mercato.

La gente tende troppo spesso a dimenticare, quindi bisogna stargli sempre col fiato sul collo a ricordargli che ci sei e pure che ci sei sempre di più e sempre meglio.

E' responsabilità dell'artista offrire sempre qualcosa di diverso ma soprattutto bisogna esserci, non mollare mai almeno fino a quando non vieni eletto "vincitore"....allora tutti salgono sul tuo carro!

L'essere umano è fatto così, se vogliamo un pò pecorella, gli piace "accodarsi" alle persone di successo............

E allora tocca a noi far sì che l'essere presente, l'essere competitivo, l'essere originale, l'essere unico nel tuo genere, non sia un atto isolato ma costantemente proporsi.

E vuoi sapere cos'è che determina il successo di un'artista? più della sua bravura e del suo talento? Il nome.....

E lo sai come si fa ad avere il nome? bisogna entrare nell'orecchio della gente....E come si fa ad entrare nell'orecchio della gente?

Semplice: facendo sapere chi sei e cosa fai così tante volte che l'inconscio della gente alla fine registra, e sai cosa? Non le chiacchiere belle e brutte, non il talento, non la bravura.................................IL NOME!!!

Per essere annoverato tra i grandi pianisti italiani, quindi, affrettati a far viaggiare il tuo nome più che le tue mani.......poi se le mani viaggiano pure, tanto di guadagnato!!!

Come mi diceva sempre il mio povero papà su un vecchissimo allenatore del Livorno Calcio che continuava a ripetere ai suoi: ".............allora, gente, mi raccomando, o palla o gamba...se prendete la palla........pazienza!!!!

A'la prochène......

Riccardo Arrighini,
"Il pianista italiano che ha fuso la Classica e Lirica con il Jazz"..........

sabato 16 gennaio 2010

Riccardo Arrighini cerca di entrare nella categoria dei pianisti famosi


Riccardo Arrighini cerca di entrare nella categoria dei pianisti famosi

Infatti, con ben 4 CD a suo nome dedicati alla fusione della Classica e Lirica con il Jazz si sta piano piano affermando come specialista del settore.

Il suo viaggio, come molti sanno, comincia nel 2008 con "Puccini Jazz" in principio in piano solo da cui scaturisce il CD "Puccini Jazz: Recondite Armonie" prodotto dalla Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago (LU).

Nello stesso periodo anche Umbria Jazz mostra curiosità per il lavoro del pianista viareggino e decide di produrre il cd "Puccini jazz: e Lucevan le stelle" con l'etichetta perugina "Giotto Music".

Stavolta il lavoro è orchestrale: col pianista italiano il suo trio ufficiale, Stefano Bagnoli alla batteria e Riccardo Fioravanti al basso, e l'orchestra "I solisti di Perugia" ensemble di soli archi di livello internazionale, ospiti Simone Frondini all'oboe ed Annunziata Vestri alla voce solista.

E'il momento di "Vivaldi Jazz le 4 Stagioni"

Tra i pianisti famosi per aver tradotto in jazz versi di musica classica ci sono vari personaggi, ma tutti hanno in comune una cosa: sono usciti con varie produzioni sul genere.

Ed è per questo che il pianista toscano alla fine del 2009 cerca subito un tema, o se preferisci autore, di cui possa tradurne i versi in jazz e sceglie Antonio Vivaldi.

La sua Opera più famosa, Le 4 stagioni, si presta secondo lui assai bene a questa traduzione, piena di spunti ritmici, briosa, famosa a tutti e bella , bellissima.

Inoltre una vera sfida perchè tradurre Puccini, così moderno nelle armonie è relativamente facile, ma un compositore barocco.......

E così, per tutto il 2009, Arrighini suona in giro per tutta Italia con questo lavoro, apprezzatissimo ovunque e, dicono in molti, non inferiore a Puccini.

Segno che la strada ormai è tracciata e al pianista italiano non rimane che proseguire......


"Chopin in Jazz"

E'arrivato il momento di fondere in chiave jazz la figura di un pianista e chi meglio del grande Chopin? Con le sue melodie immortali e quel senso di romanticismo così forte si presterà alla traduzione?

Arrighini sceglie subito in una gamma molto ampia del repertorio chopiniano: Notturni, Valzer, Ballate, Polacche, Scherzi, Studi, Mazurke.........

Ed in 3 mesi - a fine 2009- incide il cd "Chopin in Jazz", in piano solo che si va a legare con il bicentenario della nascita del 2010 e coi relativi festeggiamenti.

Il CD è già in vendita fresco fresco di stampa da inizio 2010 e già dai primi concerti si capisce subito che il programma spopola.......

Ci attende quindi un anno intenso di celebrazioni chopiniane, ed avremo quindi modo di seguire Arrighini nel suo tour in piano solo in tutta Italia.

Chi volesse seguire il suo calendario, ma anche vedere video, foto, schede progetti, news e altro può andare su http://www.riccardoarrighini.net/

".....Per essere tra i pianisti famosi nel genere bisogna lasciare una traccia ben più evidente che una produzione occasionale. Inoltre bisogna dimostrare, come del resto in qualsiasi cosa tu ti sia specializzato, che nei tuoi lavori c'è stata una crescita.

Io sono talmente innamorato di queste due forme d'arte-la Classica/Lirica ed il Jazz- che sono disposto a sacrificare tanto sudore della mia fronte per produrre altri lavori.

Non so se migliorerò o se sarò annoverato tra i pianisti famosi del genere, ma di sicuro ci sto provando e ci proverò........."

Riccardo Arrighini, "Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............