Visualizzazione post con etichetta Grandi pianisti italiani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grandi pianisti italiani. Mostra tutti i post

domenica 7 marzo 2010

I grandi pianisti italiani: Riccardo Arrighini

Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica col Jazz

L'artista ed il bambino magico creano un nuovo linguaggio che ha la forza seduttiva di tre secoli di musica.

di Riccardo Barbi




Quando ho sentito parlare del progetto di Riccardo Arrighini, di portare nei suoi teatri ed allo stesso concerto il pubblico di Puccini, Vivaldi, Chopin ed adesso Verdi, insieme agli amanti del Jazz di Charlie Parker, Oscar Peterson, Bud Powel, Coltrane ecc, sinceramente oltre alla curiosità morbosa, non stavo più nella pelle dal desiderio di vedere al più presto cosa era successo veramente nella musica. In realtà avevo sempre desiderato prendere una melodia armonizzata da Mozart e disporre le note e gli accenti in posizione diversa dal tema originario, alternarne gli accordi, sostituire le armonizzazioni lunghe e tenute con accordi più trasgressivi pronunciati con una percussività ritmica diversa e meno imprevedibile, dizionare le frasi per terzine e quartine con le ghost-notes (note fantasma o sottintese del jazz). Poi però non mi spingevo mai oltre il limite del tentativo isolato, perchè non vedevo grandi nomi che rifondavano in modo permanente una vera nuova scuola di linguaggi musicali, fondendo tutte le migliori esperienze storiche. Ho iniziato ad ascoltare su You-tube qualche video dei suoi concerti per piano solo dedicati a Vivaldi e Puccini. Un sogno si è realizzato: ho sentito le pronunce classiche e quelle del '900 fondersi come le molecole di due metalli che danno luogo ad una lega speciale con nuove e più preziose proprietà. Una nuova anima dell'azione musicale. Ho sentito con gioia e consapevolezza che Riccardo, possedeva questa nuova forza compositiva, un nuovo linguaggio farcito con tante esperienze diverse, dove restava ben nitido il suo senso di appartenenza alle radici classiche nonchè alle forme, dialetti, ed etnie del Jazz. Sono emozionato anche in questo momento, per cui mi prendo una pausa e vi aspetto con piacere al prossimo post.

Riccardo Barbi

lunedì 18 gennaio 2010

Riccardo Arrighini: per entrare tra i grandi pianisti italiani ci vuole pazienza.......

Per entrare tra i grandi pianisti italiani ci vuole pazienza.......


Ho sempre pensato che lo scoop non sia l'arma migliore di un artista.
Lo dimostrano le centinaia di casi di artisti che dopo qualche tempo dal boom del successo non hanno retto e si sono fregati con le loro mani......

E sapete perchè? Perchè come diceva il buon vecchio Aristotele "......L'eccellenza non è un atto isolato ma un atto ripetuto nel tempo!..........."

In pratica per essere annoverato tra i grandi pianisti italiani non basta uno scoop o un passaggio televisivo (anche se, diciamolo, coi tempi che corrono non fa male...) ma occorre essere consapevoli che bisogna essere presenti e resistere sul mercato.

La gente tende troppo spesso a dimenticare, quindi bisogna stargli sempre col fiato sul collo a ricordargli che ci sei e pure che ci sei sempre di più e sempre meglio.

E' responsabilità dell'artista offrire sempre qualcosa di diverso ma soprattutto bisogna esserci, non mollare mai almeno fino a quando non vieni eletto "vincitore"....allora tutti salgono sul tuo carro!

L'essere umano è fatto così, se vogliamo un pò pecorella, gli piace "accodarsi" alle persone di successo............

E allora tocca a noi far sì che l'essere presente, l'essere competitivo, l'essere originale, l'essere unico nel tuo genere, non sia un atto isolato ma costantemente proporsi.

E vuoi sapere cos'è che determina il successo di un'artista? più della sua bravura e del suo talento? Il nome.....

E lo sai come si fa ad avere il nome? bisogna entrare nell'orecchio della gente....E come si fa ad entrare nell'orecchio della gente?

Semplice: facendo sapere chi sei e cosa fai così tante volte che l'inconscio della gente alla fine registra, e sai cosa? Non le chiacchiere belle e brutte, non il talento, non la bravura.................................IL NOME!!!

Per essere annoverato tra i grandi pianisti italiani, quindi, affrettati a far viaggiare il tuo nome più che le tue mani.......poi se le mani viaggiano pure, tanto di guadagnato!!!

Come mi diceva sempre il mio povero papà su un vecchissimo allenatore del Livorno Calcio che continuava a ripetere ai suoi: ".............allora, gente, mi raccomando, o palla o gamba...se prendete la palla........pazienza!!!!

A'la prochène......

Riccardo Arrighini,
"Il pianista italiano che ha fuso la Classica e Lirica con il Jazz"..........