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venerdì 13 maggio 2011

E' ufficialmente nato il mio progetto "MOZART IN JAZZ"!!!!!!!

caro amico,

Ti comunico che con oggi ho ufficialmente dato il via al progetto "MOZART IN JAZZ", il mio personalissimo e sentito omaggio al grande compositore tedesco, ovviamente da me riarrangiato in chiave Jazz e per piano solo.

Dopo Puccini, Vivaldi, Chopin e Verdi - tutti già documentati su cd- tocca al grande Wolfgang Amadeus e la cosa mi rende estremamente felice e motivato.

Tutto merito del mio amico Paolo Piangiarelli, storico produttore della "Philology"- etichetta marchigiana- che ha prodotto moltissimi dischi di jazzisti storici quali Chet Baker, Phil Woods e Lee Konitz, solo per citarne alcuni, e scoperto tantissimi grandi talenti italiani, vedi Massimo Urbani, Stefano Bollani, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Alessandro Lanzoni e, se permettete, anche il sottoscritto.

Con lui infatti è iniziata per me la prima avventura in fatto di jazz oltre i confini toscani, è grazie a Paolo se ho potuto fare i primi dischi e concerti importanti circa 10 anni fa, ed è grazie a lui che ho conosciuto Cafiso (con cui poi ho suonato 5 anni) e tutto l'ambito jazzistico italiano di serie A.

Insomma, una persona a cui devo veramente tanto e a cui non potevo dir di no quando mi ha chiesto recentemente di rifare qualcosa assieme e la scelta è andata inevitabilmente a cadere su Mozart, e per una strana combinazione.....

Io avevo Mozart in testa da un pò, la sera prima ero a fare un concerto a Castagneto Carducci e ho pensato a Piangiarelli per tutto il concerto, pensavo a tutte le dritte che mi ha dato negli anni e che mi hanno fatto crescere, sempre.

Il giorno dopo, incredibile, mi chiama e mi dice che la sera prima mi stava pensando (!) e che vorrebbe fare Mozart con me......strano eh?

Beh, mica tanto.....in fondo ho sempre pensato che le coincidenze non siano mai casuali, che tutto faccia parte di una specie di "legge d'attrazione" che lega gli esseri umani e che li guidi gli uni verso gli altri.

E così eccoci pronti per l'ennesima sfida e d avventura e che sfida, almeno per me: grazie a Paolo avrò la possibilità di registrare il mio primo album da solista "live" sulla mia fusione della Classica e lirica col Jazz!!!!

Non perderTi quindi le news di questo progetto che per me è già un piccolo punto di arrivo, vuoi per l'importanza del compositore- che ha risvegliato delle parti di me che non ricordavo- vuoi per il fatto che incido un live, e che mi gioco tutto in un'ora!

A presto, dunque, Ti aggiorno su tutto su questo stesso canale!!!

ciao

Riccardo Arrighini,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz".........

lunedì 12 luglio 2010

Riccardo Arrighini suona "Concerto per Petrucciani", domani sera a Viareggio!!!!!

Domani sera a Viareggio, la città dove sono nato e cresciuto, suonerò nell'esclusiva cornice del bagno Zara, sulla Terrazza della repubblica, la zona "in" della città.

Un anno dopo aver fatto un concerto sul repertorio "Vivaldi Jazz le 4 stagioni" con la mia "Young Band" stavolta ritorno con un tributo a Michel Petrucciani.

E' un concerto fortemente voluto e richiesto da Gianni Pontigia, il proprietario del bagno, mio accreditato fan da sempre ed amante del grande pianista francese scomparso nel 1999.

In effetti nel "lontano" 2004 uscii con "Concerto per Petrucciani", album doppio live Philology che uscì a nome di Francesco Cafiso, con cui all'epoca suonavo in pianta stabile, e mio.

Fu un progetto che curai molto perchè Michel è stato per me un grande amore, un faro, un modello jazzistico e compositivo oltre che una grande passione, seguivo tutti i suoi concerti in Italia, anche molto lontani.

E vederlo suonare dal vivo è un'esperienza che non ho più ripetuto con altri musicisti, seppur grandi.

Vedete, ci sono musicisti grandi dal punto di vista intellettuale, cioè che hanno detto cose di grande importanza dal punto di vista stilistico, e a volte di importante innovazione, ma che rimangono freddi e destinati quindi ad orecchie sopraffine e non al grande pubblico.

Poi ci sono quelli che hanno dato tutta la loro passione sullo strumento e che dal vivo riuscivano a farti provare emozioni incredibili ad un pubblico vasto ed eterogeneo, e Petrucciani era uno di questi.

Tanti lo accusavano di non essere un caposcuola ( come se per essere caposcuola bisognasse dire chissacchè...) per me un'artista deve saper fare essenzialmente 2 cose: emozionare ed essere riconoscibile!

E Michel in questo era il più bravo di tutti, lo riconosci dopo 2 note ed in quanto ad emozione.....

Comunque io propendo per la passione da sempre, per me fa sempre la differenza tra due artisti e per me la farà sempre, checchè se ne dica.

Tornando alla serata, domani per la prima volta dopo 6 anni risuonerò tutti i temi del disco che nel 2005 ottenne un grande piazzamento nella classifica del prestigioso mensile americano "Downbeat", con 5 stelle.

E quindi temi come "Home", "Brazilian like", "Estate", "Pasolini", "Clohe meets gershwin", "Why" e molte altre.....

Ti aspetto dunque, per una serata esclusiva e in una cornice di grande eleganza per questo mio concerto in piano solo, dove per una volta "rinuncio" al repertorio di fusione della Classica e Lirica con il Jazz a vantaggio di un repertorio di grandi composizioni di un grandissimo pianista.

A domani,Ti aspetto!!!

Riccardo Arrighini,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"......

sabato 8 maggio 2010

grande serata ieri a Matelica, alla "Loggia degli Ottoni", il bel ristorante dove ho proposto "Chopin in Jazz & Divagazioni teatrali"......

Il posto è molto accogliente, in piazza principale di Matelica, storica e tipica cittadina marchigiana, in provincia di Macerata.

Gestori simpaticissimi, Alessandro ed Orietta, da subito si è instaurato un bel feeling....anche se, dvo dire, per me è molto difficile non avere feeling coi marchigiani.

Non so perchè ma ogni volta che vengo in questa regione, che io definisco magica, accade al mio essere qualcosa di speciale: mi sento subito catturato dalla natura ed entro quasi subito a far parte di essa, in una parola mi sento a casa mia.

Chissà che in una precedente vita non sia stato marchigiano.....

E poi, l'ho ricordato anche ieri a molte persone, io mi sento jazzisticamente "lanciato" dalle Marche avendo avuto come manager Paolo Piangiarelli per un certo periodo, che poi si è rivelato uno dei più importanti della mia carriera.

Con la sua "Philology" ho registrato 15 dischi, molti a mio nome, ed è stato per molti versi il mio "battesimo" del jazz professionistico. Da lì è partito un cammino che mi ha condotto in molte parti del mondo.

Comunque, ricordi a parte, la serata è partita assai bene appena ho visto o meglio sentito il pianoforte: Ottimo C3 della Yamaha, molto agile e scattante nella meccanica, accordato e con bel suono squillante. Bellissimi i piani ( nel senso della dinamica, in alcuni pianoforti è impossibile suonare "piano" per la meccanica scassata).

Anche la cena all'altezza della tradizione marchigiana, con carne e ottimo vino rosso dei colli maceratesi......quel che ci vuole prima di buttarsi in mezzo al pubblico!

E via con la musica, finito di cenare la gente ha voglia del concerto e parto col mio Chopin in Jazz: subito mi sento in ottima forma con una gran voglia di suonare.

Ultimamente sono molto felice e fiero di come sto suonando, sto sempre più riuscendo a lasciarmi andare senza aver paura degli errori e a suonare libero.

Per molto tempo mi faceva arrabbiare il fatto di entrare in questa condizione solo alla fine dei concerti, lasciandomi così poco tempo per godere della mia musica....

Adesso ho capito che il grande segreto sta nel rischiare tuto fin da subito, mandare al diavolo il perfezionismo e cercare di divertirsi esplorando, al limite del suicidio artistico....

Solo così si puà raggiungere l'estasi sonora e godersi tutto il concerto, realizzandosi, sfogandosi ed esprimendosi ai massimi livelli.

Questa condizione mi fa stare alla grande perchè me ne frego di tutto e tutti e penso solo al mio godimento interiore colla musica che amo sapeste che libertà.....

E stamani ho avuto la riprova che non mi sbagliavo quando, riascoltando la registrazione nel lungo viaggio di ritorno verso casa, mi sono rivissuto tutto il conceto e reso conto che è stato forse il mio miglior concerto su questo repertorio.

Avanti così, dunque, work in progress sempre e comunque

a presto

Riccardo Arrighini,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz".....